"Una certa dose di orgoglio" di Maria Grazia Innocenti. Recensione a cura di Roberta Venturini.

Pubblicato il 7 novembre 2026 alle ore 10:00

“Una certa dose di orgoglio” di M. Grazia Innocenti, terzo libro di una serie di gialli che hanno come protagonista Max, il fotografo spezino con il cuore da investigatore.

Molto particolari sono le diverse ambientazioni dei libri di questa autrice: il primo a La Spezia, il secondo a Santarcangelo di Romagna e quest’ultimo a Viareggio, in una sorta di giro d’Italia poliziesco.

Ogni location è descritta in maniera così particolareggiata da lasciar intenderne una conoscenza diretta. Pur essendo ogni episodio autoconclusivo e indipendente l’uno dall’altro, sono comunque tutti uniti da un unico filo conduttore, la vita di Max. In “Una certa dose di orgoglio” il suo passato torna a fargli visita, un passato doloroso che è venuto a complicargli la vita proprio quando pensava di essere riuscito ad andare oltre.

Ma le cose non sono mai così facili come spesso ci ostiniamo a credere e illuderci. In quest’occasione Max ci deve fare i conti, così come deve guardare in faccia i propri sentimenti ed emozioni, cercando il coraggio di superare tutto, questa volta per davvero. Senza essere mai pesante Grazia ci guida quindi alla scoperta del profondo lavoro di introspezione del suo protagonista, un lavoro che in qualche modo può essere d’aiuto a tutti noi.

Molto interessante è il modo in cui l’autrice ci racconta le particolarità caratteriali di Max, quasi senza mai nominarle direttamente. Scopriamo così un uomo orgoglioso, come il titolo ci induce a pensare, testardo e ostinato, determinato nelle proprie convinzioni, ma anche buono, generoso e coraggioso, un uomo sempre disposto ad aiutare gli altri, anche a costo di un suo personale e doloroso prezzo da pagare e senza aver paura di mettere a rischio la propria vita.

“Una certa dose di orgoglio” ha tutte le caratteristiche che deve avere un buon libro giallo: una trama intricata, una serie di indizi e continui colpi di scena, una buona dose di suspense e un finale inaspettato.

Lo stile semplice, pulito, corretto e alla portata di tutti con cui l’autrice ce lo racconta ne fanno una lettura piacevole, mai noiosa o scontata, che ci porta letteralmente a divorarlo, per arrivare in fretta alla fine per veder sbrogliata la matassa, lasciandoci con il desiderio e la speranza che presto o tardi le avventure di Max il fotografo-investigatore continuino con una nuova avventura.


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