"Tre pennellate di giallo" di Maria Grazia Innocenti. Recensione a cura di Roberta Venturini.

Pubblicato il 5 novembre 2026 alle ore 10:00

“Tre pennellate di giallo”, un titolo più che azzeccato per questo bel libro di M. Grazia Innocenti.

Tre, perché la storia che ci racconta è divisa in tre episodi ben distinti l’uno dall’altro, ma legati insieme da un unico filo conduttore.

Le pennellate, invece, danno l’idea di rinnovamento e leggerezza e anche qui ci siamo, nel senso che il libro è stato scritto con un linguaggio semplice, scorrevole e leggero, tale da renderlo fruibile da chiunque.

Il rinnovamento sta nell’autrice stessa, che nasce come pittrice e artista di oggettistica e che ora ha rinnovato queste sue doti con la scrittura. Infine giallo, perché è il genere che rappresenta la sua opera.

Un giallo leggero, però, mai troppo cruento, dove non è contemplata una violenza gratuita, che dà ampio respiro anche a sentimenti come l’amore e l’amicizia.

Grazia è di origine ligure, di La Spezia per la precisione, e nei suoi scritti traspare tutto l’amore che prova per la sua terra e la sua gente. Il protagonista maschile è Max, un fotografo curioso, intelligente e ricco di spirito d’iniziativa, che si porta dietro un passato doloroso che in alcune circostanze lo rende un po’ schivo e burbero. In tutti e tre gli episodi verrà coinvolto, suo malgrado, in eventi criminosi, a causa dei quali si reinventerà come investigatore, affiancando le forze dell’ordine nelle indagini.

La soluzione di ogni caso gli porterà via qualcosa, come per esempio un’amicizia importante, donandogli però al contempo qualcos'altro, come un amore altrettanto importante.

Romanzo d’esordio di M. Grazia con cui, secondo me, ha fatto subito centro.


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