"Il peso dell'inganno" di Maria Grazia Innocenti. Recensione a cura di Roberta Venturini.

Pubblicato il 6 novembre 2026 alle ore 18:00

E anche oggi si va di recensione, quella al libro Il peso dell’inganno di Maria Grazia Innocenti.

Abbiamo già conosciuto quest’autrice per il suo precedente libro Tre pennellate di giallo.

Questo che vi propongo oggi è il suo proseguo naturale. Anche questa volta il protagonista principale della vicenda è Max, il fotografo spezino che, volente o nolente, si ritrova, più spesso di quanto gli piacerebbe, a rivestire i panni dell’investigatore.

Ne Il peso dell’inganno dovrà indagare, insieme al vicequestore di La Spezia, su alcuni spacciatori di droga che hanno incastrato Beppe, il comune amico commissario.

Per scagionarlo dall’infamante accusa di essere uno sporco trafficante, Max e Bianchi si trasformeranno in investigatori itineranti: dalla Riviera ligure approderanno a quella romagnola, passando per la Versilia. Le indagini porteranno il nostro fotografo a fare i conti con alcuni demoni del proprio passato, ma pur con un’inevitabile sofferenza emotiva, riuscirà a uscirne più forte e sicuro di prima, tanto che capirà che per lui è arrivato il momento di perdonare, lasciando così andare i fantasmi che tanto lo tormentano.

Nella vicenda entreranno anche una donna e due ragazze, una delle quali risulterà davvero significativa per il percorso di guarigione di Max. L’avventura nella Riviera romagnola non si svolge sul litorale, come forse ci si aspetterebbe, ma in una caratteristica cittadina dell’entroterra riminese: Santarcangelo di Romagna.

Maria Grazia ce ne fa una descrizione quasi romantica, ci guida alla scoperta degli scorci più belli e caratteristici, facilitata nelle sue descrizioni dalla sensibilità artistica che la contraddistingue.

Io vivo da più di vent’anni proprio a Santarcangelo, quindi posso dire di conoscerla abbastanza, eppure l’autrice me l’ha fatta “vedere” e sentire con occhi diversi, con un’attenzione diversa, facendomi capire quanto a volte, purtroppo, ci si possa abituare a tutto, anche alla bellezza. C’è da dire che Grazia, spezina di origine, da diversi anni vive proprio nella cittadina romagnola, dove si è sentita accolta con calore e affetto e che lei ha imparato ad amare e considerare casa.

Le sue descrizioni sono, secondo me, un’inequivocabile dichiarazione d’amore per Santarcangelo e i suoi abitanti.


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