Oggi vi porto a Dormimondo, luogo dove la fantasia regna sovrana, creato dalla bravissima Anna Valente.
Innanzitutto lo stile dell’autrice: fresco, diretto, semplice, senza inutili fronzoli. Anche le descrizioni seguono questa linea, rendendo la lettura davvero molto piacevole.
La narrazione è suddivisa in capitoli, ognuno dei quali rappresenta una storia a sé. Ovviamente c’è un filo conduttore, ma il tutto è paragonabile a una sorta di raccolta di racconti. E questa, a mio parere, è una cosa che ne facilita la lettura. Ho detto che quella che Anna ha scritto è una storia ricca di fantasia, ma va aggiunto che è una fantasia con i piedi ben piantati per terra. Dormimondo. Cosa sarà mai questo luogo e dove si trova? È il posto dove ogni persona si ritrova la notte quando, dormendo, comincia a sognare.
O meglio, è il luogo dove si coltivano, si nutrono e ci si prende cura dei propri sogni. L’autrice lo ha immaginato come una stazione da cui partono infiniti treni che portano i viaggiatori a volare sopra le nuvole, verso le stelle. I sogni sono contenuti all’interno di una sorta di bolle di sapone, più o meno grandi e luminose, a seconda di quanto una persona se ne prenda cura. All’interno della narrazione Anna ha inserito, perfettamente a loro agio, personaggi mitologici come Morfeo e Apollo, a dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, della sua grande bravura e immaginazione.
Qual è il filo conduttore? È il viaggio quotidiano di Fanny, che ogni notte prende un treno diverso, alla scoperta dei propri e degli altrui sogni, da quando è giovanissima fino a un’età più matura. Ogni volta Fanny affronta temi diversi, in quello che alla fine si trasforma in un profondo viaggio introspettivo.
Ogni tanto la fantasia lascia spazio alla realtà, per dare modo ad Anna di affrontare e approfondire questi argomenti, senza nulla togliere alla leggerezza della narrazione. In pratica è un modo alternativo per affrontare temi importanti.
L’impressione che ne ho tratto è che l’autrice stessa abbia vissuto molto del disagio che racconta, che non sia tutto frutto della sua fantasia, ma che grazie a questa e a Dormimondo lei abbia trovato una soluzione al suo male di vivere. Sarà così? Solo lei può dircelo.
Noi intanto facciamo tesoro del suo insegnamento: i sogni non vanno solo creati, bisogna custodirli, prendersene cura, nutrirli e non permettere mai a nessuno di distruggerli, anche quelli che sembrano irrealizzabili, perché sognare vuol dire essere vivi.
E, cosa molto importante, bisogna comprendere che la realizzazione di uno di questi non porta mai a una vera fine, ma soltanto a un nuovo inizio.
A questo punto non mi resta che darvi appuntamento questa sera a Dormimondo. Io ci sarò. Voi?
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