Scritto da Silvia Pederzolli in terza persona e ambientato tra la Cornovaglia, la Normandia e l'Italia, “Fino all'Avalon” racconta la storia di Myriam, una ragazza per metà wicca e per metà occultista. Mi ha colpito molto il suo aspetto, ossia l'eterocromatia dei suoi occhi.
A sei anni, mentre si trovava al mare, nel tentativo di salvare un pesce dall'agguato di un gabbiano si ritrova a utilizzare spontaneamente i propri poteri magici. Preoccupata corre a raccontarlo alla madre che le suggerisce di recarsi dall'amica Laila per imparare a controllarli e per capire meglio chi è. Accompagnata dai genitori viene così lasciata alle sue cure.
Gli anni passano e Myriam, cresciuta, tra nuove amicizie ed eterne lotte tra il bene e il male, si ritrova in mezzo agli attacchi delle Empuse, creature maligne serve della Dea Ecate, e ad allearsi con i cavalieri di San Michele. Inizia così la sua avventura “on the road”, che porta la comitiva a spostarsi lungo la Ley Line. Si tratta della sacra linea di San Michele, ossia un simbolico allineamento geografico che realmente unisce sette santuari dedicati a questo arcangelo. Dall'Irlanda attraverso la Cornovaglia, la Francia e l'Italia (Val di Susa e Monte Sant'Angelo in Puglia), raggiunge la Grecia ed infine Haifa, in Israele. Lodevole quindi anche l'attenzione storica operata dall'autrice.
Questo libro, primo volume di una trilogia, sebbene sia un urban fantasy, lascia lo specifico genere letterario sullo sfondo per dare spazio all'umanità della protagonista. Myriam non è infatti un'eroina pronta a buttarsi a capofitto nella battaglia o intenta a salvare il genere umano, ma una donna ferita nel cuore che dovrà curare tramite le sue esperienze.
“Fino all'Avalon” può essere benissimo paragonato a una corsa sulle montagne russe delle emozioni, perché proprio come nella partenza della giostra all'inizio si viaggia lentamente per poi accelerare.
Nella prima parte vengono così descritti momenti di spensieratezza e allegria, come i vari incontri, molto dolci, nel bar di Aura; il raduno per il pic nic, con tanto di gare e occasioni divertenti; ma poi si passa alla palestra di Stefano, con allenamenti e combattimenti così realistici da scordarsi di star leggendo un libro, e ai combattimenti veri e propri, crudi e dettagliatissimi.
Ma è quando Myriam, o un altro personaggio, a utilizzare i propri poteri, che accade la magia! Gli effetti di luce e i vari disegni suggeriti dalla penna dell'autrice, creano uno splendido gioco di colori che lascia senza fiato, come se si stesse ammirando uno splendido quadro. Stessa cosa quando le varie energie spirituali, chiamate aure, compaiono: con un minimo di immaginazione, chiudendo gli occhi e lasciandosi guidare dalla lettura, si assistono a veri spettacoli di luminarie artistiche.
Nel libro non manca il romanticismo in quanto si racconta la storia d'amore tra i protagonisti Myriam e Noah. Ma oltre a essere estremamente dolce, l'autrice sa essere anche parecchio ironica, introducendo situazioni comiche come ad esempio la scena in cui Myriam e Noah si stanno allenando nel giardino della casa di Laila e viene distrutto un tavolo: "Potremmo sempre dire che si è rotto mentre mettevi e toglievi la cera", esordisce lei. Oppure ancora quando i due si trovano in una stanza di albergo e lei spunta fuori con indosso una camicetta da notte con impresso il Gatto Silvestro e lui le dice: "Uhm, mi è sembrato di vedere un gatto".
Le descrizioni dei luoghi, infine, sono molto varie e approfondite, perché l'autrice non si limita a riportare le località semplicemente dal punto di vista architettonico (cosa che avviene comunque in maniera molto accurata e dettagliata), ma ogni qualvolta che i personaggi arrivano in un posto nuovo, viene raccontata da qualcuno la leggenda del luogo. Si aggiunge così nel racconto l'elemento storico, dando al lettore la possibilità di avvicinarsi a nozioni culturali, pur partendo da un fantasy. Anche a livello naturalistico viene spiegato il significato di ogni pianta o minerale che si incontra.
Unica accortezza, non leggetelo a stomaco vuoto perché fa venire molta fame! La scrittrice ha voluto infatti impreziosire ulteriormente la storia descrivendo i vari pasti che i personaggi gustavano nelle tappe del loro viaggio. Quasi come in una guida turistica, a sottolineare tutte le peculiarità di un luogo. A volte sembrava invece una rivista di moda vista l'accuratezza nel descrivere i vari abiti di ogni singolo personaggio.
A proposito di personaggi, questi sono molto curati e ben costruiti tanto che capitolo dopo capitolo possiamo assistere alla loro crescita emotiva e ai vari cambiamenti psicologici frutto delle esperienze vissute. Si passa così da un gruppo spensierato di amici che si diverte e che alimenta la propria fratellanza (anche se non di sangue, almeno dello stesso credo) a una comitiva di guerrieri intenti a pianificare la lotta contro gli attacchi del male. Da un certo punto di vista questo libro può considerarsi pure una storia di mistero perché si deve cercare di capire chi sia il villan di turno, cosa vuole e perché.
Tra le pagine di “Fino all'Avalon” troviamo l'intreccio di due religioni, quella cristiana e quella celtica, ma vi si riportano anche elementi mitologici come la storia di Amore e Psiche che viene raccontata quando si trovano in Francia, nel museo del Louvre. Uno dei punti del racconto veramente romantico che dovrete scoprire leggendolo, posso solo assicurarvi che vi lascerà senza fiato.
Un'altra particolarità del libro è l'inserimento da parte dell'autrice, in varie sezioni del racconto, di testi estratti da canzoni famose che conferisce un tocco di realismo aggiuntivo alla storia. Quando i vari personaggi si lasciano trasportare dalla canzone intonandola, si ha la sensazione di trovarsi con loro e di cantare tutti insieme; non vi nascondo che quando si sono trovati in Italia e Myriam cantava strofe di "Il mio canto libero" di Lucio Battisti, mi sono lasciato trasportare dalle parole e ho cantato anch'io.
Il finale, volutamente aperto perché oltre a questo volume ne erano già programmati altri due, è molto dolce e lascia un messaggio veramente profondo. Ovviamente non posso svelarvelo per non rovinarvi la sorpresa e per lasciarvi il piacere di venire colpiti da questa eccezionale ciliegina sulla torta che mette la parola fine su di un libro fantastico da ogni singola prospettiva.
In definitiva: “Fino all'Avalon” è un romanzo capace di colpire e di catturare dalla prima all'ultima delle sue quasi 500 pagine, pieno di emozioni diverse e contrastanti tra loro, ricco di elementi di ogni sorta, appassionante come pochi altri di questo stesso filone, adatto in questo periodo specifico di Halloween e che consiglio a tutti perché, per un motivo o per un altro, avrete sempre voglia di leggerlo.
Ringrazio infine i Serial Writers per avermi fatto scoprire questa gemma letteraria e naturalmente l'autrice per averla scritta e per avermi dato l'onore di ascoltarla (*). Ovviamente non potrà sentirlo perché è immaginario, ma con la fantasia che si ritrova non farà fatica a udire nella mente l'applauso che le rivolgo.
(*)Nota editoriale: il recensore Marco Cazzella è un autore non vedente che si avvale di un programma vocale che gli permette di leggere e scrivere testi.
(Marco Cazzella – La Penna d'Oca)
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