Recensione "Hirpu il cacciatore", di Pierangelo Colombo. A cura di Roberta Venturini.

Pubblicato il 22 ottobre 2026 alle ore 19:43

È un romanzo, opera di fantasia, basato su una realtà storica ben precisa. L’ambientazione è quella delle Alpi Graie al tempo in cui Annibale le valicò con gli elefanti, un periodo che stimola molto la nostra immaginazione.

Il linguaggio utilizzato dall’autore è semplice e scorrevole, se pur ben curato, facilmente fruibile da tutti, specie dai ragazzi a cui ne consiglio vivamente la lettura.

Perché? Perché questo libro parla di uno di loro.

Hirpu è un ragazzo che sta cercando il proprio posto nel mondo, si trova in quella fase di passaggio per diventare uomo, anzi, cacciatore a tutti gli effetti.

Purtroppo ci sono diverse cose con cui dovrà fare i conti, a partire dal ricordo lasciato dal padre al villaggio, un uomo abile, forte, saggio e coraggioso. Un’eredità morale il cui peso rischia in più di un’occasione di schiacciarlo.

Hirpu non ha il fisico prestante di un robusto guerriero, al contrario è di bassa statura e gracile, quasi mingherlino. Sarà per questo che ha sviluppato un carattere forte, ribelle, irruento e istintivo, che gli causerà più problemi che vantaggi.

Come se ciò non bastasse, si innamora della ragazza più bella del villaggio, mettendolo così in competizione con altri ragazzi, soprattutto con uno, che diventerà il suo acerrimo nemico.

Non vi racconto i particolari della storia, aggiungo solo che ci sono riferimenti a valori e principi su cui oggi vale ancora la pena di soffermarsi a pensare.

Una lettura consigliatissima.


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