Che dire? Carrisi è un maestro indiscusso, sa mantenere la tensione durante lo scorrere delle vicende, i personaggi sono sempre ben caratterizzati, le scene vivide, il lavoro di approfondimento delle tematiche svolto con scrupolo, ma... perché il ma c'è, e in questo romanzo lo ritroviamo nel girotondo di ipotesi e macchinazioni che fanno da sfondo alla realtà, che ripercuotono tutta la storia e si snodano lungo circa 400 pagine del romanzo per poi arrivare al finale con la sensazione del "niente di fatto".
Siamo lontani dalla genialità assoluta de "Il suggeritore" e dal coinvolgimento totale e disarmante della trilogia di Marcus.
E stavolta non si tratta solo dell'insana passione sviluppata da Donato per i finali aperti (di cui ho già avuto modo di lamentarmi direttamente), si tratta proprio di una sensazione di falla nella trama.
Appena mi risponde vi aggiorno.
Aggiungi commento
Commenti