Come mai ritrovate "Amore e Psiche" di Canova nella sezione fotografia?
Perché vorrei parlarvi non della scultura, ma di una serie di fotografie che ha fatto il giro del mondo e della circostanza fortuita che ha consentito di ottenerla.
Il fotografo che ha immortalato il momento irripetibile, quello che consente di apprezzare la "leggerezza" del marmo è Francesco Ferla, che tramite un post, che vi riporto di seguito, ha spiegato cosa è accaduto.
"E' una foto che non potrà mai più essere scattata...per un motivo semplice.
Per un periodo, al Louvre, montarono un ponteggio con dei teloni bianchi, sui fronti di una corte interna; la sala dove si trova Amore e Psiche di Canova.
La luce settembrina, entrando dalla finestra, si sommava alla fortissima luce di riflessione dei teli del ponteggio.
Con questa luce eccezionale, improvvisa e non prevista, le ali del capolavoro si illuminavano, traslucide...dimostrando l'incredibile sottigliezza.
Una bellezza suprema, che forse nessuno ha mai pensato di illuminare.
Smontato il ponteggio, questa luce non entra più".
Avevo letto la storia di questi scatti incredibili e credo sia corretto attribuire la paternità dell'opera.
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